Campobasso. Castello Monforte Veduta del Matese da Roccamandolfi Capracotta. Sentiero verso Prato Gentile Termoli Campitello
Campobasso. Castello Monforte Veduta del Matese da Roccamandolfi Capracotta. Sentiero verso Prato Gentile Termoli. Campitello.

Il castello Monforte

Costruito, probabilmente, su una precedente fortificazione di origine osca trasformata, in epoca posteriore dai longobardi, il castello detto ”il Monforte”, così come lo vediamo oggi, è un complesso edilizio a pianta quadrangolare e merlatura guelfa, formato con pietra calcarea ricavata dallo stesso monte su cui poggia e venne ristrutturato nel XV secolo da Nicola Monforte di Gambatesa, conte di Campobasso.
Con poche finestre quadrate ha l’ingresso originario, nella cui chiave è presente lo stemma della casata, rivolto a oriente verso la città ed era accessibile tramite un ponte levatoio che scavalcava un fossato artificiale.
L’attuale entrata aperta, probabilmente, nel XVI secolo è accessibile dal piazzale ove è anche la chiesa della Madonna del Monte, già in uso del feudatario come propria cappella gentilizia. Il terremoto del 5 dicembre 1456 dovette incidere molto sulle murature se, nel 1459, esso fu ottimizzato, forse da Angelo Monforte, nella struttura militare aggiungendovi un perimetro a scarpata, attaccato a quello esistente nel Trecento, e quattro torri circolari angolari.
In questo periodo fu ricostruita e rafforzata anche la cinta muraria a protezione della città.
Ancora in uso nel Cinquecento la rocca, durante il secolo successivo, iniziò a perdere gradualmente la funzione originaria divenendo, dapprima, carcere cittadino e, più tardi, cimitero. Passato in proprietà al Comune nel 1861 e allontanato il pericolo che fosse trasformato in mulino a vento cominciò a essere oggetto di qualche intervento di consolidamento nel 1880. Nel 1890 il vano sotterraneo venne adibito a serbatoio delle acque di Monteverde allo scopo di rifornire d’acqua corrente la città.
Abbandonato a se stesso il maniero avrà nuova attenzione nel 1921 quando il Consiglio Comunale, approvando il progetto di restauro dell’Ufficio Tecnico Comunale, lo eleverà a emblema storico e morale.

Di fatto, nel 1924, verrà realizzato, come prima opera, il viale della Rimembranza ove ognuno dei 133 pini posti ai lati della carreggiata sarà dedicato, con apposita targa in ottone a un caduto della Prima Guerra Mondiale e di altri conflitti.
Successivamente una sala del fortilizio sarà trasformata in sacrario dei caduti in guerra, quest’ultimo inaugurato il 16 maggio 1937. Al suo interno si possono ammirare lavori in ferro battuto delle officine Tucci, mentre è da segnalare che le lapidi poste sulle 48 nicchie sono in pregevole pietra di Trani.
Dal 1960 il mastio è sede di una stazione del servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare Italiana che è anche punto di riferimento dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

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